“Seveso 2076” è il titolo della mostra che, a cinquant’anni dall’incidente Icmesa del 10 luglio 1976, guarda ai prossimi cinquant’anni di impegno per l’ambiente, la sicurezza e la qualità della vita. La rassegna sarà aperta e visitabile gratuitamente dal 5 al 31 ottobre, dalle 10.00 alle 17.00, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Edificio San Francesco, Piazza Sant’Ambrogio 9.
L’inaugurazione è in programma lunedì 5 ottobre alle ore 11.00, alla presenza dei promotori e dei partner dell’iniziativa.
Ospitata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, voluta e realizzata da Fondazione Lombardia per l’Ambiente – in collaborazione con Regione Lombardia, ARPA Lombardia, Fondazione Cariplo e FederFarma Lombardia – “Seveso 2076” parte dalla vicenda Icmesa e racconta le trasformazioni che ne sono scaturite sul piano scientifico, ambientale, sociale e della sicurezza.
Seguendo un filo che dagli eventi di quel luglio 1976 si sviluppa in cinque sezioni – “Una mobilitazione di persone”, “Una nuova coscienza ambientale”, “Seveso cambia l’Europa”, “La Chimica si fa verde”, “La rinascita di un territorio” – “Seveso 2076” va oltre la memoria dell’incidente e propone una riflessione sul lungo percorso, che da quella vicenda ha portato alla nascita di nuove conoscenze, norme, pratiche e sensibilità. La mostra racconta, infatti, come il caso Icmesa abbia contribuito a trasformare il modo di affrontare i rischi industriali e ambientali, stimolando ricerca scientifica, prevenzione, partecipazione, tutela della salute e innovazione. Tra le eredità più significative c’è la Direttiva Seveso, divenuta negli anni un riferimento fondamentale per la prevenzione e la gestione dei rischi di incidenti industriali in tutta Europa e in altri Paesi nel mondo.
A comporre il percorso di “Seveso 2076” sono anche le testimonianze di alcune delle persone che hanno vissuto e contribuito a questo cambiamento, raccolte in una serie di interviste realizzate al Bosco delle Querce. Tra i protagonisti Giuseppe Guzzetti, Ambrogio Bertoglio, Isa Fumagalli, Paolo Mocarelli, Pino Cassina, Germana Cavallini, Marzio Marzorati, Sergio Riva e Marty Thibaut (da Bruxelles). Le interviste sono introdotte da Dario Fossati, presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, e sono disponibili sul canale YouTube FLA.
Grazie alla collaborazione con la TGR Lombardia, la mostra si apre con la proiezione de “La Nube”, il documentario prodotto dalla RAI in occasione del cinquantesimo anniversario dalla vicenda Icmesa, narrazione visiva preziosa e ricca di contributi dell’epoca e del presente.
Un focus particolare nel percorso espositivo è dedicato al Bosco delle Querce, luogo emblematico del percorso di rinascita e rigenerazione del territorio: uno spazio nel quale l’area interessata dalla contaminazione è diventata nel tempo un parco regionale, aperto alla comunità e alle famiglie. Proprio questo percorso di trasformazione è stato riconosciuto quest’anno con l’assegnazione al Bosco delle Querce del Marchio del Patrimonio Europeo, che ne valorizza il significato storico e culturale a livello europeo. Un simbolo concreto della capacità di trasformare una ferita ambientale in un luogo di vita, conoscenza e cura del territorio.



